Project Description

Le nostre città
invisibili

Le nostre città
invisibili

Laboratori teatrali per la coesione e la gestione dei conflitti tra pari. Rivolto agli alunni e alle alunne delle scuole primarie della provincia di Ravenna. Realizzati in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Ravenna e la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Temi

Recupero creativo, gestione dei conflitti, sviluppo della creatività individuale e collettiva attraverso il teatro.

Bambini e ragazzi

Oggi sono sempre più chiamati a confrontarsi con le diversità e ad elaborare un pensiero che permetta loro di non cadere nell’indifferenza, nei pregiudizi o nel razzismo. L’aumento di piattaforme di conoscenza virtuale ha generato insperabili possibilità di comunicazione, ma sta anche evidenziando la difficoltà ad esprimersi in assenza di questi mezzi, a voce, di persona. Al contrario serve loro l’acquisizione di una mentalità aperta, consapevole di sé e delle proprie capacità e possibilità. Il teatro è qui pensato e vissuto come gioco, come occasione di incontro e di scoperta di sé stessi e degli altri, come strumento creativo e sociale.

La Scuola

Ha come obiettivo di sostenere i percorsi scolastici già in moto e di svilupparne aspetti che per mancanza di tempo o di fondi dedicati risultano difficoltosi nell’ambito della normale programmazione. Ad esempio il confrontarsi con gli strumenti digitali, pur così fondamentali per i giovani. Per questo il nostro progetto educativo prevede l’intervento a scuola e utilizza anche i social network come veicolo di attività educative.

Il Progetto

L’idea del progetto nasce da “Le città invisibili” di Italo Calvino, si ispira alle sue città incredibili, diverse l’una dall’altra e con regole e abitudini spesso opposte. Il percorso sostiene gli studenti/esse ad andare oltre la conoscenza superficiale, per confrontarsi e mostrarsi agli altri per ciò che sono realmente. Si dialogherà con i partecipanti e si stimolerà l’interazione attraverso esercizi e giochi teatrali. Un percorso di benessere personale e di creazione di un clima collaborativo in classe. E’ inoltre un forte strumento di gestione e di prevenzione dei conflitti tra i pari e di peer education. Il percorso non è precostituito, ma è vissuto nella relazione con e tra i ragazzi/e: è nel gioco di interazioni che si sviluppano momenti significativi ed occasioni di riflessione che il conduttore ha come strumento educativo. E’ un’educazione attiva ed esperienziale, di forte impatto sulle classi coinvolte.

Il percorso in classe

Ogni percorso/laboratorio è costituito da sette unità di lavoro/laboratorio, di 2 ore ciascuna: in fasce di orario scolastico da concordare con i docenti, e prevede un evento/incontro/festa finale in cui i partecipanti (assieme) realizzeranno una performance sul tema della diversità come ricchezza. Ogni percorso è co-progettato con gli insegnanti e diviene strumento utile e pensato per il gruppo specifico. Per questa ragione è previsto un incontro preliminare con l’insegnate responsabile, prima di iniziare il percorso in classe.

Tempi

  • dicembre/gennaio: scelta delle classi coinvolte e co-progettazione con gli insegnanti;
  • febbraio/maggio: percorsi in classe;
  • maggio: evento collettivo e conclusivo del progetto alle Artificerie Almagià (Ravenna)

Con il contributo di

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